lunedì, 29 giugno 2009

Io e Teta in ufficio spesso e volentieri comunichiamo con MSN .. per non coinvolgere Borat nelle nostre conversazioni impossibili. Certo, alle volte parliamo anche di cose serie, ma spesso ci abbandoniamo alle boiate. Ecco uno stralcio in un giorno molto molto pesante ….

Teta: Se mi vedi svenire è per mancanza di sonno

Iaia: Per la respirazione bocca a bocca chiamo Oronzo? O faccio io? Anzi no, chiamo Forrest che è la responsabile del soccorso, speriamo non abbia le caccole di Borat

Teta: Col c***o! Lasciami morire

Iaia: Questo è il primo step del delirio tremens, lo sai vero?

Teta: Piuttosto che una respirazione dalle persone che hai scritto preferisco la morte, tutta la vita

Iaia: Non lo posso fare, lo sai.

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categoria:ufficio
lunedì, 22 giugno 2009

Giovedi scorso serata Pink Ladies. Io e Teta siamo andate a casa della Pink Ila per quattro chiacchiere da comari. Non potevamo presentarci con le mani in tasca, e quindi ci siamo fermate in gelateria per una vaschetta di gelato. Gusti strong: stracciatella, cioccolato bianco, nutella, pistacchio, mascarpone. D’altra parte, ci serve energia per sparlare fino a tarda ora.

Vista la serata informale, scelgo come abbigliamento i bermuda di seta color verde petrolio, una t-shirt con collo a barchetta in lycra bianca, infradito. Si comincia, pettegolezzo libero. Vista la serata calda, bisognava affrettarsi a mangiare il gelato nella cialda … E come da prassi, ecco che una goccia cade sulla mia maglietta candida fresca di lavaggio. Ma quale gusto poteva colare se non la nutella???? Perché non il cioccolato bianco o la stracciatella?

Morale: già fatti 3 lavaggi e macchia ancora lì impavida (a questo punto potrei aprire un dibattito sulle pubblicità di detersivi miracolosi che tolgono anche la più accanita delle porcherie, ma sorvolo, che è meglio).

Mr. Murphy, ne sai qualcosa????

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categoria:preguntas
martedì, 16 giugno 2009

In questo periodo sono un po’ sgonfia, penso a tante cose che poi quando vado a stringere sono solo inutili arrovellamenti. Però l’altro giorno mi è capitato di fare un inaspettato tuffo nel passato. Era sera, ero in camera da letto, crepuscolo, finestra aperta e fruscìo delle foglie degli alberi del becero vicino di casa. Per un attimo mi sono concentrata su quel suono di fronde al vento, intenso e deciso, lo stesso che sentivo sempre nelle mie sere da adolescente nella vecchia casa. La finestra della mia camera dava su un praticello incolto, nel quale erano cresciuti, non si sa se per caso o per volontà, dei pioppi, altissimi, che in estate erano perennemente in balìa delle correnti. Quello per me era il rumore dell’estate, quando lo sentivi voleva dire che potevi smettere di pensare alla scuola. Tutti gli anni noi ragazzi – un bel gruppetto di 15 persone – organizzavamo il “fuoco di San Giovanni”, e quello era l’inizio ufficiale della nostra stagione estiva. Scuola appena finita, bocciature e promozioni già metabolizzate, esami di riparazione ancora lontani. E nel fuoco ci andava messo anche il classico pupazzo da bruciare, e si passavano le giornate così, a raccogliere giornali e cartacce, roba vecchia da ardere, tutto il quartiere partecipava. E poi io finalmente avevo il permesso per una sera di stare fuori a oltranza, per una notte all’anno niente coprifuoco alle 22.30. Una volta tra i giornali vecchi donati per la causa ci capitò il libretto delle istruzioni del videoregistratore. Che tempi. E il fuoco ardeva lì, alto e imponente, proprio vicino a quei pioppi, che si muovevano sempre, quasi a volerlo sfidare. Non vennero mai intaccati, sono ancora lì.

E poi c’eravamo noi, i ragazzi del quartiere, siamo cresciuti insieme, le nostre strade si sono divise solo dopo la maturità. Potrei ricordare ogni momento trascorso insieme. E soprattutto spesso mi chiedo che cosa ne sia stato di loro. Con alcuni sono in contatto, dopo un buco di oltre 15 anni ci siamo incontrati di nuovo, casualmente. Di altri ho perso le tracce.

E ho pensato: dopo il terremoto, quelle case ci saranno ancora? Avranno subito gravi danni? Le nostre case, le nostre vite. Le biciclettate, i tornei di pallavolo, i Super Tele bucati sui cancelli, eravamo noi i ragazzi del muretto, perché ce l’avevamo un muretto … si che ce l’avevamo. Qualche anno fa una di noi è anche finita in prigione perché coinvolta in un giro di droga, era la più emancipata del gruppo, c’era da aspettarselo. Poi fu prosciolta.

Per un attimo è stato come succede nei film, un riavvolgimento di bobina, ad occhi chiusi un percorso a ritroso, non so se rendo l’idea, sempre col fruscìo in sottofondo. E’ incredibile come dei rumori impensabili ci evochino altrettanto impensabili ricordi. I primi amori, le prime delusioni, la vita che prende forma.

E’ che delle volte mi piace buttarmi sul passato.

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categoria:seriamente, amicizia
mercoledì, 10 giugno 2009

"Eccomi qui per il solito quotidiano delle stron .. stupidate. In questi giorni che sei in ferie mi sto dedicando all’operazione trasparenza, ovverosia, mi sono insediata qui nel mio cantuccio, lavorando in santa pace, senza badare troppo alle due stordite che ambulano per l’ufficio. Purtroppo però ogni tanto devo dimostrare che non sono un fantoccio inanimato, quindi devo dire qualche sillaba di circostanza, fingendo di prendere parte interessata ai discorsi delle scorfane. Non sai quanta fatica mi costi farlo, per due motivi: uno è che preferisco sonnecchiare qua dietro in solitudine – immaginando magari di essere in spiaggia -, il secondo è che tu sola puoi immaginare i suddetti discorsi, alta filosofia, accademia, problemi umanitari irrisolti da che mondo è mondo, che vengono prontamente snocciolati senza capo né coda. Detto ciò, mi tocca purtroppo ammettere che per fortuna esistono le richieste dei clienti circa le consegne a stimolare il mio sistema nervoso, altrimenti in stand-by irreversibile, si, perché almeno faccio qualcosa di produttivo, pur parlando con persone comunque inette. Che poi, a dirla tutta, io Borat la preferisco quando è al top della forma, con episodi tipo quello della torta aziendale per intenderci (qui), o come quello della busta dietro il mio tavolo (qui), oppure le sue leggendarie telefonate (qui) perché è il suo modo di fare che mi tiene sempre allertata … quando è così floscia anche lei è come se non avesse senso venire in ufficio. Sarà che anche lei è in fase preparatoria ferie e quindi con la mente un po’ appannata da altri pensieri, ma in questi giorni si sta comportando come una persona semi-normale, e non da adolescente sgallettata con la crisi ormonale come fa di solito. Ultimamente poi non mi sta neanche allietando con le sue improbabili mise, la gonnellina 4 stagioni non fa più notizia, anzi, è quando non se la mette che c’è da preoccuparsi. E nemmeno le mitiche scarpette di Lelly Kelly proposte per la P/E 2008 non sono ancora comparse ai suoi piedini di fata. Nun se po’ lavorà accussì.

Per quanto riguarda Forrest, beh, parlare di lei è il classico sparare sulla Croce Rossa. Stamattina mi ha attaccato una pezza clamorosa sulle innumerevoli telefonate ricevute dopo la vittoria del candidato sindaco facente parte del suo schieramento. Ovviamente erano tutti inviti per andare in Comune a festeggiare a suon di champagne (!!!!) e cotillon il nuovo primo cittadino. Ma quando mai!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Secondo me quel telefono è finto, come quelli di Barbie … ecco spiegato perché ne cambia uno ogni 6 anni; se non lo usa il problema usura è risolto … infatti ho smesso di mandare sms, tanto lei non ha mai risposto, nemmeno a quelli di Natale. Poi stavo notando l’acconciatura appassita ma preferisco non andare avanti col discorso, perché si sa bene dove si va a finire.

Niente da fare, lavorare con queste due è fastidioso, come avere una vescica sotto il piede. E poi, a parte i soliti discorsi di Superman sulle dimensioni dei vari “organi”, niente altro da segnalare. Lui, col suo fisico da analcolico biondo ne sa a pacchi sull’argomento e la perla del giorno è stata quella che ha detto a Forrest: “quando muoio me lo faccio imbalsamare e te lo regalo”, facile capire di che cosa si parlasse. Non c’è niente da fare, mi devo proprio portare l’iPod, così mi risparmio l’audizione di cotanta saggezza e di cotanto sfoggio di autostima, nonché di cafonaggine. Che altro aggiungere … che Barbigherl è ovviamente più pimpante che mai, nessuna traccia dell’apocalittico tamponamento che l’ha tenuta inferma per due settimane, e che Oronzo è tornato pure lui dopo il lungo ponte (coperto da mutua) senza alcuna traccia della caviglia sgarrupata che lo aveva costretto al letto …

Tutto il resto è noia."

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categoria:ufficio, cronaca, stupidiario
lunedì, 08 giugno 2009

Ieri ho passato una giornata infernale. Dunque, innanzitutto occorre premettere che sabato, visto che era previsto il finimondo a livello metereologico, e dopo aver consultato fino a venerdi sera alle 23 tutti i siti di meteo possibili e immaginabili, quello della NASA compreso, io e Frodo abbiamo deciso di restare a casa, rimandando a domenica - giornata in cui le previsioni sembravano essere più clementi - la gita fuori porta. Pertanto, ci siamo alzati con calma e siamo andati in centro per il solito giretto di shopping. Già li mi sono venuti non i 5, ma i 50 minuti, perchè la giornata è stata spettacolare, calda ma ventilata, sole, gente di tutte le razze spiaggiata sulla scalinata di S. Petronio, mancavano solo i bagnini, visto che c’erano anche i vucumprà. E ho pensato: vuoi vedere che quegli storditi dei metereologi hanno cannato come al solito? .... A farla breve, dalle 11 di mattina che siamo usciti, ci siamo ritirati alle 19 passate ... la vita dei nomadi, ma lo shopping era fatto e la speranza era tutta proiettata alla gita domenicale. Tanto per essere sicuri, ho consultato anche sabato sera i soliti siti meteo, da Virgilio (affatto attendibile) a quello dell'aereoporto Marconi (generalmente più serio), con il risultato di: poco nuvoloso, con assenza di pioggia, in miglioramento nel pomeriggio. Bene, bagnino arrivooooooo!!!!!! Domenica mattina sveglia alle 7 al fine di non perdere neanche un minuto di esposizione solare, mi sto sbiancando, devo intensificare la produzione di melanina!!! Alle 8.30 eravamo in macchina e via, verso l'avventura. Il cielo era un po' coperto, ma questo lo sapevamo, ogni tanto qualche sprazzo di sereno ci dava speranza. Arrivati a Cesena, la pioggia!!! Ma come, il sito diceva "assenza di precipitazioni piovose", ma mi pigli per i fondelli? E questa che è? Come me la chiami? Acqua santa? Vabbè, imperterrita vado avanti e infatti smette di piovere, si vede il sereno ... Arrivo al casello di Rimini, parcheggio al solito posto nella zona marina. Scesi dalla macchina però ci rendiamo conto che il nuvolone livido che era a Cesena, probabilmente aveva corso più di me in macchina, ed era esattamente sopra le nostre capocce. Che fare? Andare in spiaggia e incrociare pure le dita dei piedi, oppure temporeggiare nell'attesa che si dissolva, possibilmente non sotto forma di pioggia? Optiamo per la seconda ipotesi, d'altronde tutte le previsioni annunciavano schiarite per la giornata ... Ok, passeggiamo un po' tra i negozi del lungomare, ma ci rendiamo conto che i commercianti indigeni si stavano affrettando a ritirare tutta la mercanzia esposta perchè da li a poco sarebbe arrivato il temporale. Poveretti ... non sanno quello che dicono, penso ghignando. Purtroppo le ghigne se le sono fatte loro alla faccia mia, visto che tempo 15 minuti ed è arrivato un monsone, tanto che per raggiungere la macchina di corsa abbiamo preso una zuppa colossale. Inutile dire che ho imprecato all'indirizzo di qualsiasi forma di vita esistente al mondo – metereologi compresi -, come se fosse servito a qualcosa ... Comunque, la situazione era ormai compromessa, quindi, bagnati peggio dei pulcini, ce ne torniamo all'ovile. Sulla via del ritorno ho attivato l'opzione "remi" dell'Ammiraglia, perchè l'autostrada era un vero pantano. Però, più ci avvicinavamo a casa, più il cielo si apriva .... arriviamo alla meta alle 12.40 e troviamo una giornata tropicale. Ho imprecato contro tutti quelli che avevo dimenticato nel giro precedente. Preparo un pranzo veloce e dico: siamo in ballo? Balliamo. Stendo i panni (avevo mandato una lavatrice prima di partire), mangiamo in fretta e ci mettiamo a pulire casa. Ma non finisce qui. Il balordo che alberga nella villa di fronte al mio condominio altro di meglio non trova da fare che accendere la sega elettrica alle 14 in punto, finendo il suo lavoro alle 15. Ma dico io, e se avessi voluto andare a riposare? Non avrei potuto perchè ‘sto stronzo doveva tagliare i rami dell'albero proprio dopo pranzo, non un minuto dopo. Ma tolleriamo. Ed ecco la perla della giornata: pulizie, finestre spalancate, bucato steso; il becero che cosa fa? Da fuoco ai rami pocanzi tagliati: fumo denso nero dentro casa, cenere ovunque (bucato compreso), Frodo con una crisi d'asma generata proprio dal fumo .... Non è possibile!!!!! Non sta accadendo a me ... Mi affaccio e vedo Bertuccino in strada livido in faccia che inveiva con violenza, decidiamo di chiamare la polizia municipale, ovviamente irreperibile in quanto in servizio presso i seggi. Optiamo allora per i CC, che mandano un appuntato generico a disquisire col bifolco incendiario. Bertuccino non contento prende la macchina e schizza presso i seggi a rastrellare un vigile da ambasciare sempre presso il balordo. Insomma, a farla breve, amabile chiacchierata tra il carabiniere, una specie di vigilessa e l'intera famiglia del balordo, per concludere? Un beneamato cazzo, perchè appena le divise si sono allontanate, il fuocherello non è affatto cessato, perciò la sottoscritta ha dovuto riprendere il bucato (che nel frattempo era quasi asciutto, vista la giornata caraibica) e rimetterlo in lavatrice, perchè era diventato nero di fuliggine e puzzolente di bruciato, ah, e ripassare per la terza volta l'aspirapolvere in casa. Poi, siccome dovevo anche stirare, l'ho fatto, ma con le finestre chiuse sprangate, facendo pure una bella sauna, visto che in cucina la temperatura era piuttosto elevata, senza alcuna speranza di un filo di corrente. E quello continuava bellamente a bruciare sterpaglie, la via di casa era piena di cenere, sembrava avesse appena eruttato o' Vesuvio. Mortacci sua.
Finita 'sta buriana, mi sono meritata una bella doccia con lavata di capelli (notare che avevo la cenere pure in testa), e sono andata ad assolvere il mio dovere di cittadina. Nessun viglie avvistato ai seggi, ma d'altra parte era già passata l'ora di cena, se ne erano andati a mangiare i felloni.
Per la cronaca, alle 22.30 ho steso il bucato. E oggi sono a lavorà ... col sole che risplende beato!!!!!
Ditemi che è stato un sogno .......

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categoria:cronaca, molestie
mercoledì, 03 giugno 2009

Delle volte divento petulante, lo so, però ci sono dei fatti che accadono, che mi fanno davvero uscire fuori dai gangheri. Stupidaggini, s’intende, ma alle volte mi chiedo dove la gente abbia la dignità.

A parte che stamattina, al rientro in ufficio dopo il ponte festivo, ho beccato ben due telefonate, di due diversi dipendenti che si dichiaravano affetti rispettivamente da cervicale e da infiammazione alla caviglia; patologie queste che senza dubbio venerdi alle 16.30 scompariranno magicamente. Dura la vita eh … uno non può neanche andare in ferie, che gli vengono addosso tutti i malanni del mondo … Ma sorvoliamo …  

Mi preme a questo punto segnalare anche questa: lunedi 18 maggio “la donna” non si presenta a lavorare, e vengo a sapere da Teta che sabato 16 è stata tamponata (!!!!) mentre era in macchina con sua figlia di 23 anni. Però stava talmente male che al pronto soccorso ci è andata solo lunedì mattina (sempre il 18), esortata dall'assicurazione. Pertanto, arriva qui in ufficio un referto del pronto soccorso con l'orario di arrivo segnalato: le 10,40. Inutile dire che il referto dava una prognosi di 5 giorni (lun-ven), poi nel week end tutto sarebbe miracolosamente tornato a posto (vedi sopra). Il martedì 19 la soggetta in questione chiama in ufficio chiedendo se quelle due ore scoperte del lunedi mattina (dalle 8,30 alle 10,40) erano coperte da mutua (= mica posso regalare 2 ore di permesso all’azienda …). Teta si informa presso lo studio delle paghe e le fa sapere di si. Bene, lunedì 25 la befana telefona dicendo che ha un altro certificato valido fino a venerdì 29. Io commento con la Teta: “ammazza, e chi l'ha tamponata, un treno??????” E la Teta mi risponde: “ah chi lo sa ... io intanto stamattina l'ho incrociata in macchina mentre venivo in ufficio.....”. Morale: vacanza pagata e spacciata per malattia dal 18 maggio al 3 giugno.

Stamattina è rientrata tutta pimpante, nessuna traccia dei danni provocati dall’incidente, né su di lei, né sulla macchina ….

Che bello fregare il prossimo …. Eh Barbigherl?

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categoria:pensieri sparsi, ufficio, molestie
giovedì, 28 maggio 2009

Quando dico che la gente è ipocrita, ho le mie buone ragioni per farlo. Forse sarà che io essendo una persona molto sincera, non riesco in nessuna occasione a fare una faccia davanti e una dietro, e di conseguenza certi atteggiamenti li noto più facilmente, in maniera quasi abbagliante. Comunque, oggi ho avuto l’ennesima conferma di quanto le persone possano essere false.

Con la busta paga di aprile, ci è stato consegnato un modulo con la richiesta di versamento facoltativo pro-terremoto in Abruzzo; chi voleva, poteva riconsegnare firmato tale modulo per donare con lo stipendio di maggio l’equivalente di ben 1 ora di lavoro in favore delle popolazioni gravemente danneggiate dal terremoto. Ebbene, ho scoperto che parecchie delle persone che mi sono venute a chiedere più di una volta notizie sul disastro, non hanno riconsegnato questo modulo. Ora, premesso che ognuno è libero di fare ciò che vuole, mi domando: ma che cazzo venite a fare da me, con l’aria pietosa, con l’occhietto pieno di lacrime, con l’atteggiamento triste, a chiedermi come va laggiù nella terra di nessuno, se poi al momento di fare un piccolo gesto di solidarietà, girate le spalle e fate finta di niente? Ma vi rendete conto di quanto fate schifo? Forse no, è troppo per voi. Quelle domande: “come va dai tuoi?”, “come è la situazione?”, “e nelle tende? Come sta la gente?”, “e quando cominceranno a ricostruire?”, “e quando le persone potranno tornare a casa loro?”, “ma ci sono ancora scosse?” … perché me le facevate? Per voyeurismo, ecco perché. Per avere la sadica soddisfazione di poter dire a chi vi circonda che conoscete una persona che vi da le dritte vere, e non quelle dei giornali, una persona che quando ci sono stati i funerali di 290 concittadini ha pianto lacrime vere, non false come le vostre, una persona che ha visto con i propri occhi i palazzi sventrati, non attraverso le telecamere di giornalisti sensazionalisti, una persona che i terremoti li ha sentiti davvero, non per sentito dire. Vergognatevi e basta, e non chiedetemi più nulla, perché io che sono sincera, avrò una risposta dura, maleducata anche, e non voglio più sentire i vostri inutili pietismi, che tanto, alla fine, servono solo al vostro infimo ego. Provate a viverci voi nelle tende, e poi me lo raccontate se avrete bisogno di un solo centesimo per comprarvi un panino da mangiare al posto delle brodaglie che servono nei campi. Provateci voi a rimanere senza nulla, senza casa, senza un letto, senza un vestito, senza il vostro prezioso cellulare, senza neanche la più inutile delle scodelle da cucina, e poi vediamo se non chiedete aiuto a chi vi dice “povera gente” e poi torna alle proprie futilità dormendo anche sonni tranquilli. Questo meritate.

E ripeto, nessuno si deve sentire obbligato a versare dei soldi o a contribuire in qualche modo, ognuno risponde della propria coscienza, ma almeno abbiate il buon gusto di non venire da me ipocritamente, solo perché la facciata lo richiede. L’Aquila non se ne fa niente della vostra insensibilità mascherata da commiserazione, tantomeno io, ma verrà il momento che anche voi avrete bisogno. E sarà li che farò spallucce anche io.

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categoria:seriamente, terremoto
lunedì, 25 maggio 2009

Ciao Dada,

ho pensato di scriverti questa e-mail, visto che da mesi non riusciamo a vederci. Dopo l’ennesimo rinvio, dovuto ai tuoi improrogabili impegni, ho deciso di farmi di nebbia, perché sono un po’ stufa di doverti sempre cercare per sentirmi dire “stasera non posso”. E quindi volevo solo puntualizzare alcune cose:

- non deve essere un obbligo uscire insieme per una pizza, ma un piacere, per me lo è, per te a questo punto non lo so. Ogni volta che salta il nostro incontro (sempre per cause non dipendenti da me), devo essere sempre io a cercarti, mai tu a farlo per scusarti.

- dal 6 aprile ho ricevuto 1 solo sms da te. Potrei aver perso chiunque e qualsiasi cosa in quel maledetto terremoto, tu non lo avresti saputo.

- sono andata in ferie e ti ho anche inviato una cartolina. Nessun cenno per ringraziarmi di aver pensato a te quei 20 secondi. Eppure la mia collega non ha aspettato di vedermi il giorno dopo in ufficio, mi ha mandato un messaggio appena ha trovato la cartolina nella buca della posta. Neanche una domanda sulla mia vacanza, nemmeno per curiosità.

- ti ho mandato un sms per dirti che sono finalmente andata dalla ginecologa, dopo tantissimo tempo. E tu sei riuscita a rispondermi “vedi che non era poi così difficile?”. Ma non mi ha chiesto se sto bene o no. Peccato … perché non sto bene.

- di tua iniziativa non ti fai mai viva, neanche mentre mangi un panino in pausa pranzo …

Potrei andare avanti a lungo, ma non lo faccio. Volevo soltanto che tu capissi che per me l’amicizia ha tutt’altro significato. Tutto qui.

Detto questo, ritorno al mio lavoro, confermandoti che dopo questa e-mail io sparirò, se vorrai cercarmi, sarai tu a doverlo fare.

Ciao.

 

Domanda: la invio oppure no???

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categoria:seriamente, amicizia
mercoledì, 20 maggio 2009

Sicuramente ricorderete la leggendaria cena aziendale. Bene.

Quella sera sono stata l’unica lungimirante a portarsi dietro la macchinetta fotografica …. Scarica!!! Si perché quando prima di uscire di casa, in preda alle mie mille cose, ho chiesto a Frodo di farmi il favore di andarla a recuperare in qualche cassetto, lui mi risponde che ha poca batteria, in quanto l’ultima volta che è stata caricata eravamo ancora negli USA. Vabbè, poco male, la userò con parsimonia. Arrivati al ristorante comincio a fotografare, come si fa d’altronde in tutte le feste di compleanno che si rispettino; fino a quando anche il rappresentante – quello allergico ai kiwi – prende in mano sta cavolo di macchinetta e comincia a fare foto random. Nel bel mezzo della serata però l’apparecchio ci abbandona inesorabilmente, morto stecchito. Pazienza.

Durante tutto questo periodo non ho avuto il tempo di scaricare le foto fatte, l’ho fatto solo ieri sera, scoprendo l’inenarrabile. Il signor rappresentante, senza il mio previo consenso, ha scattato ben due fotografie in primo piano a Borat. Orrore!!!!!!!!!! Frodo mi ha detto: “perché hai fatto un book fotografico della tua cara amica?” Prima l’ho mandato a quel paese, poi gli ho detto che non era mia amica, e infine che gli scatti non erano opera mia.

Stamattina la prima cosa che ho fatto quando sono arrivata in ufficio è stato andare a cazziare il cretinetti, che non si permetta mai più!!!!!!

Scattare a mia insaputa delle foto a quella fetecchia …. Ma che siamo matti???????

Brutta. Brutta. Brutta.

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categoria:ufficio, molestie
venerdì, 15 maggio 2009

Ci sono delle volte che uno si ferma a riflettere sugli atteggiamenti di chi lo circonda. Io lo faccio spesso, non arrivando a conclusione alcuna, o meglio arrivando a pensare che non tutti siamo uguali e di conseguenza non tutti di fronte a determinati episodi reagiremmo allo stesso modo. Poi non è detto che quello che farei io sia vangelo, però dico che, imprinting a parte, ci sono delle regole di buone maniere che prescindono da ogni cosa. Ultimamente ho la testa piena di pensieri, che cerco di scacciare concentrandomi sulle futilità, proprio come questa che sto per raccontare. Forse però “concentrandomi” non è la parola giusta, nel senso che non è che sia il mio pensiero fisso quotidiano, diciamo che sbattendoci contro, mi viene da pensarci.

Ho parlato spesso del mio condominio e di chi lo alberga, personaggi strani e meno strani; di questa seconda categoria fa parte una giovane coppia di ragazzi che vive in uno dei 4 appartamenti facenti parte del mio pianerottolo. Non ho mai parlato di loro semplicemente perché non me ne hanno mai dato occasione; tranquilli, lavoratori, non rumorosi, normali. Lo scorso novembre incontro lei per le scale, in avanzato stato di gravidanza, fu una sorpresa per me, non lo sapevo. Comunque, mi dice che avrebbe finito il tempo nei primi giorni di gennaio, io le rispondo che per qualsiasi necessità può suonare il mio campanello. La cosa finisce lì.

Il 13 dicembre improvvisamente compare il fiocco celeste fuori alla porta, e la sottoscritta, insieme a Frodo, ritiene di fare cosa buona e giusta andare dal fioraio, comprare una piantina e portarla a casa della coppia per dare il benvenuto al bimbo, che evidentemente aveva fretta di venire al mondo. Detto, fatto. Mi preoccupo di scegliere della flora carina, evitando la stella di natale che la fioraia voleva a tutti i costi appiopparmi, e alla fine prendo un vasetto molto semplice e lo faccio anche impacchettare tutto di celeste. Quando la sera arriva a casa Frodo, andiamo da loro a portare questo piccolo presentino. Avendo capito di non aver scelto un buon momento (il bebè urlava, c’erano i nonni, casa piccolissima piena di vapore, mamma ancora rintronata dal parto), lasciamo il regalino e ci salutiamo con un “ok, era solo per gli auguri, ci vediamo quando tutto sarà più tranquillo”. Da allora sono passati 5 mesi e non ho mai più visto questo bambino. Nel senso, loro ci sono, e quando passo davanti al loro appartamento, sento anche il classico pianto del neonato, ma nessuno ha mai ringraziato in maniera tangibile il mio gesto di cordialità. E quando dico tangibile, vuol dire semplicemente una suonata alla mia porta accompagnata da un “ci prendiamo un caffè insieme?”. Ecco, io avrei fatto così, rispetto porta rispetto.

Ho imparato a non aspettarmi mai niente da nessuno, tantomeno a pretenderlo, ma sono convinta che un gesto del genere sia semplicemente in dotazione di quella che si chiama “educazione”. Chiedo troppo?

postato da: iaiamamita alle ore 09:43 | Permalink | commenti (3)
categoria:pensieri sparsi, seriamente, amicizia, cronaca