venerdì, 27 novembre 2009

E’ un periodo che mi sento proprio picciosa, ma parecchio picciosa. Oggi per esempio è uno di quei giorni che prenderei tutti a sventagliate di kalashnikov. Mi circonda della gente che ultimamente mal sopporto, e quindi mi irrito per qualsiasi cosa. A mia parziale discolpa, giusto per non essere tacciata di isterismo immotivato, posso passare a segnalare, per chi non lo conoscesse già, qualche personaggio preso a campione, di quelli che contribuiscono a questo mio stato di nervosismo:

Borat, altrimenti detta “sonounazoccolaenevadofiera”, che ormai sono più che certa che si nutra di pantegane vive, perché qui non si tratta di banale alitosi, qui ci sono evidenti problemi gastrointestinali, giustificabili appunto o da topi facenti parte del menù quotidiano, oppure da sintomi pre-mortem, e non è questo il suo caso, visto che è sempre lì davanti a rompermi i cabbasisi. Ovviamente nulli sono i rapporti umani tra me e lei, comunicazioni di lavoro ove necessarie, e finisce lì.

Ciripà, sono noti i suoi lapilli di urina sparsi qua e là. E’ in azienda a giorni alterni, e quando dorme col sedere scoperto è meglio darsela a gambe. Te ne accorgi subito quando è un brutto giorno, e allora in quel caso taci, fai finta di lavorare senza verbo proferire, e ti alzi dal tavolo solo in caso di bisogno fisico impellente e non posticipabile. L’unico rimedio per rabbonirlo, ma che non sempre funziona, è quello di lasciare in giro delle trappole a forma di cioccolata. A volte gli zuccheri aiutano, ma non bisogna contarci troppo.

Teta, ultimamente favella poco, e sto tenendo spento anche MSN. Per la serie “quando ho bisogno ti chiamo”, vado per esclusione e dico “se non mi chiami, non hai bisogno”. L’unica valvola di sfogo è per il momento otturata. Speriamo che la pressione non faccia esplodere la pentola.

Oronzo: ho recentemente appreso che si chiude in bagno e dopo aver espletato i suoi bisogni liquidi e solidi non attiva lo sciacquone. Io me ne guardo bene dall’andare a verificare quanto riferitomi, ma vox populi conferma tale usanza miserevole. Io mi chiedo che razza di uomo sia costui e che razza di abitudini ci siano in casa sua, ma onestamente dopo alcuni nanosecondi di perplessità, i miei pensieri si rivolgono altrove, tanta è la considerazione che nutro per questo essere immondo.

Pirletti, ho già parlato fin troppo di lui e delle sue iniziative becere, quindi non mi dilungo oltre. D’altra parte, che cosa aspettarsi da uno che trova realizzazione nel chiudere il cancello. Sospettavo che fosse un microcefalo, e ne ho avuto conferma.

Forrest, lei è il “perché?”, per ogni suo gesto sei costretta a porti questo interrogativo. Ultimamente si è fatta carico di una colletta per fare un regalo ad un collega diventato papà, ma da lei non ci si poteva aspettare nulla di buono … E siccome ho proprio voglia di farmi una padella di cavolacci miei, ho aderito all’iniziativa senza aggiungere una sillaba. E a conferma della sua spilorceria cronica, la cifra pro-capite calcolata è stata di ben € 2,18. Corbezzoli, che regalone!!!! C’è da andarne fieri. Ma io sono una scellerata, e le ho restituito la mia quota pregandola di non darmi indietro il resto di 2 centesimi, perché le monetine rosse mi danno fastidio, fanno peso nella borsa, e le mie borse generalmente pesano più di me. Attualmente è in grave rotta di collisione con l’Oronzo di cui sopra, che pare non le abbia ancora elargito la sua parte. E mi chiedevo – come è già successo in passato per altre occasioni similari – se in questo caso ci sarà un ricalcolo delle quote individuali  in modo da spalmare la carenza su 20 persone, oppure se passerà in cavalleria e Forrest avrà fatto il regalo doppio. Conoscendola, è buona di farsi cambiare 100 euro pur di riavere quanto mancante, lo segnalerò nell’eventualità.

Come posso fare a non perdere il lume della ragione avendo a che fare tutti i giorni con gente simile?

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mercoledì, 25 novembre 2009

Bene, dopo la parentesi “sono posseduta dalla tristezza”, meglio ritornare sul binario delle boiate, e questa è fresca fresca:


ViceCapo: mi chiami per piacere Rapp.2?
Iaia: si, glielo passo
DRIIIIIIIINNNNNNNNNNNNN
Rapp.2: pronto?
Iaia: ciao, sono io, ti devo passare ViceCapo, però prima ti volevo chiedere una cosa ...
Rapp.2: ciao, dimmi
Iaia: hai ricevuto sul BB la mail che ho inviato al tuo cliente? Ti ho messo in CCN, ma a me l'ha scaricata sull'altra casella ... volevo solo sapere se l'hai letta ...
Rapp.2: si si, l'ho vista, ma a proposito, ti volevo chiedere: mi dici i dosaggi che erano scritti nelle schede che hai allegato? perchè non riesco ad aprirle ..
Iaia: aspetta che prendo la stampa che ho fatto ...
Rapp.2: .....
Iaia: eccomi, allora ... per il prodotto XXX il dosaggio è ......, per il prodotto YYY il dosaggio è .....
Rapp.2: ma noooooooo, ma chi li ha scritti quei dosaggi?
Iaia: Pirletti
Rapp.2: ma proprio non capisce un ca**o .... gliel'ho detto già ieri i dosaggi che doveva scrivere .... perchè non mi ascolta?
Iaia: ah non so che dirti ... lui mi ha messo questi documenti dentro la scheda cliente e io li ho inviati ... generalmente controllo se sono giuste le date o che non ci siano altre cappelle esagerate... ma sui dosaggi non posso intervenire ....
Rapp.2: ma proprio imbecille!!!!!!
Iaia:

 

Pirletti = figlio del Capo = cancelliere.

E ho detto tutto.

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lunedì, 23 novembre 2009

L’altro giorno pensavo: non ho mai ritirato il mio attestato di laurea; il “pezzo di carta”. Anche un anno fa di questi tempi ci pensavo, non so perché ricorra così ciclicamente nella mia testa questa idea. Solo che 12 mesi fa mi riproposi di fare un salto in facoltà nel periodo natalizio, quando sarei andata a fare un po’ di vacanza da mammà. Non lo feci, come le tante cose perennemente rimandate, e se volessi farlo ora, non saprei neanche dove andarla a cercare la facoltà. Una serie di voli pindarici assurdi mi ha fatto fare un giro nella mia città, lì dove ho lasciato i miei ricordi. Sarà che è un periodo fosco, ma sempre più spesso mi vengono in mente tante cose che credevo di aver rimosso. Ora sono in fissa con l’Università, ricordo ancora perfettamente il giorno della mia iscrizione, il 20 ottobre 1991, la fila all’economato, la mia matricola 120XXX, le prime lezioni, i primi esami. E’ stata lunga la strada, e anche bella, ne è passato di tempo, e ora il mio “pezzo di carta” dove sarà? Sotto le macerie? O sarebbe stato prodotto dietro richiesta? E chi lo sa … E poi recentemente sono passata davanti ad un chiosco di piadine, non potevo credere che quell’odore mi ricordasse così tanto la mia città, così distante dalla tradizione della piada, e invece .. Ma c’è un motivo per questo: ogni anno, il 5 gennaio c’era la famosa “fiera della Befana”, più di 800 bancarelle che invadevano l’intero centro cittadino dalla mattina alla sera. Chincaglieria di ogni genere, vestiti e casalinghi, animali e lampadari, intervallati anche dai chioschi di cose da mangiare, che esalavano odori di cipolla fritta. L’appuntamento era imperdibile, tutta la città in giro, i vigili si fregavano le mani a rimuovere e multare chiunque fosse parcheggiato minimamente fuori posto. Io ci andavo a piedi, con la mia amica dell’epoca, una giornata tutta per noi, per le nostre spese folli di adolescenti. Corso Vittorio Emanuele, Via Sallustio, Piazza Duomo, la Villa, Via Roma, Santa Maria Paganica, tutto pieno di gente, luci, merce. Gli affari migliori si facevano verso sera, ma si girava meglio al mattino presto, quando c’era meno gente. Il freddo è sempre stato pungente, e tante volte abbiamo girato in compagnia della neve, che ci inzaccherava fino alle ginocchia. A fine giornata ci si dava appuntamento con i genitori per tornare a casa e si faceva l’elenco delle spese; il tripudio dell’inutilità. Ma una volta all’anno era concesso. Impossibile non incontrare chiunque fosse nel tuo raggio di conoscenze, e d’altra parte, per tutto il periodo festivo non si aspettava che quel giorno, pur sapendo che avrebbe inesorabilmente chiuso le vacanze, perché si sa, l’Epifania tutte le feste porta via. Conservo ancora tante cose frutto di quei raid deliranti, e quest’anno più che mai mi verrebbe voglia di farci un giro di nuovo. Ormai da 12 anni non andavo più alla “fiera”, senza sapere che forse non l’avrei mai più vista. Attualmente tutte quelle zone sono chiuse, sono la zona rossa, i palazzi puntellati, il centro è spettrale. Quale musica? Quali bancarelle? Quale folklore? Ne dovrà passare di tempo …. O forse chi lo sa, allestiranno lo stesso mercato in spazi appositi fuori città, nei capannoni o nelle rimesse, tanto per restituire un briciolo di tradizione, ma non potrà mai essere la stessa cosa. Non ci saranno mai gli stessi riferimenti. Quell’ambulante che si piazzava sempre a Piazza Palazzo, quello dove comprai la tovaglia da tavola che tanto mi piaceva, quello che esponeva sempre i suoi ricami fiorentini … verrà? E se si, dove si metterà? Ma no che non verrà, niente più fiera, niente più bancarelle, niente più acquisti inutili. E niente bollettino del giorno dopo, con i giornali che strombazzavano cifre sulle presenze di esercenti e avventori. E niente più telefonata con la mamma, che parlava degli acquisti fatti, degli incontri, e della bassissima temperatura. Tutti imbacuccati in giro, ma tutti talmente presi dai colori, che non ci si accorgeva del freddo pungente. E quali tragedie se l’influenza ti colpiva proprio quel giorno!!!!  

In 30 secondi tutto spazzato via. Università e centro cittadino. Che tristezza.

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venerdì, 20 novembre 2009

Amo tantissimo la mortadella

Potrei uccidere se qualcuno mi sottraesse dalle mani un panino con la frittata

Penso che l’automobile più brutta in circolazione sia la Ford Fusion

Vorrei avere un gatto in casa

Non mi piacciono le cose raffazzonate

Odio la birra

Non bevo alcoolici

Sono irascibile

Soffro di colite

Sono molto ordinata

Odio una regione italiana in particolare, con tutti i relativi abitanti

Amo leggere

Penso che se una persona ha fascino, non c’è bisogno che si metta in mostra

Possiedo più di 100 borse

Non mangio frutta

Sono attentissima ai particolari e ai dettagli

Amo l’estate e odio l’inverno

Credo nell’amicizia ma ho avuto tante delusioni

Ogni notte sogno dei numeri, ma giocandoli non ho mai vinto

Da 20 anni ho un sogno ricorrente che mi fa svegliare ansiosa

In gioventù giocavo a pallavolo

Mando troppi sms

Mi piace fare torte

Sono una dormigliona

Alla guida sono una spericolata

Ho una memoria di ferro

Non ho problemi a riconoscere i miei errori, e a chiedere scusa se necessario

Sono moderatamente gelosa

Porto la taglia 40 e il 37 di scarpe

Mi piace prendere il sole

Non credo agli oroscopi

 

.....

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giovedì, 19 novembre 2009
Ooops .. ma passo di qui e vedo per caso il contatore .....
5000
volte grazie a chiunque sia passato a leggere le mie baggianate!!!
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martedì, 17 novembre 2009

Delle volte passo a fare dei giri negli altri blog, e vedo che in parecchi sono seri, gestiscono il loro diario come un vero diario, affidandogli emozioni, pensieri, sensazioni; e poi penso: e io? Io cazzeggio, io scrivo solo di fesserie, scrivo di quello che mi capita, ma roba frivola. E mi vergogno un po’ sinceramente. Perché se qualcuno passa per caso può pensare che sono stupida, che sono superficiale. In realtà non credo di esserlo, ma invero, chi si loda si imbroda, perciò non approfondisco, però è anche vero che preferisco stemperare o filtrare le mie emozioni. E’ che forse rispetto agli altri mi sento un po’ come una scema a parlare sempre di cavolate, non lo so.

Poi quando mi sono fatta seria ho parlato del terremoto, e lì si che c’era ben poco da stemperare. Ogni giorno che passa mi arrivano degli aggiornamenti della situazione da parte di mia madre, e cerco di seppellire queste informazioni in un lato del cervello sotto il quale possono restare in standby senza dare fastidio. Poi quando escono fanno del danno, come un bubbone, e mi si conceda il paragone desueto. Cresce, si forma, accumula, matura, fa male e poi viene fuori. E così i miei brutti pensieri. Sono positiva, ma loro crescono, vengono elaborati, maturano, fanno male e poi vengono fuori. L’altro ieri ho avuto conferma che l’appartamento della mia adolescenza, quel gruppo di case dove ho trascorso i miei primi 18 anni, verrà abbattuto, quando non si sa, ma quello sarà il suo destino. La nostra ex vicina di casa ha detto che il muro del “mio” appartamento non c’è più, si vedono i mobili di quelli che sono andati a viverci dopo di me. Ecco, avere quella conferma mi ha un po’ spiazzata, delusa, e ho pensato che forse sto meglio quando penso allo shopping e amenità del genere. Ho visto con i miei occhi questa estate la distruzione dei miei posti, e mi sento a volte una deficiente solo per il fatto di stare qui ad annotare le mosse sconvenienti dei miei colleghi. Ma in fondo anche quella è vita, e vorrei in questo modo solamente avvisare chiunque per caso o per volontà si ferma a leggere, che la mia è una corazza, cerco di riderci su alle cose. Questo mi aiuta.

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venerdì, 13 novembre 2009

Ieri sera, mentre ero bellamente impegnata nelle mie attività culinarie, squilla il telefono di casa, e sovrappensiero rispondo (non lo faccio mai, per evitare di questionare con telemarketing molesto, tanto chi ha bisogno mi chiama sul cellulare). Era l’Eurisco, per un sondaggio sull’utilizzo dei mezzi di trasporto; e va bene dai, facciamo questa intervista, la signorina era anche gentile, andava premiata in qualche modo. A parte che vorrei sapere perché l’Eurisco mi deve interpellare su qualsiasi cosa, ma sempre a me devono chiamare? Ormai sapranno anche quante volte al giorno faccio la plin plin visto che questa sarà almeno la quinta volta che mi interrogano su qualsiasi cosa … mai una volta che mi chiamassero per darmi un premio!!!!! Vabbè, passo a segnalare le domande e le risposte, tra parentesi scrivo quello che sul momento mi passava per la testa e che avrei voluto rispondere:

DRIIIIN

Iaia: pronto?

Signorina: pronto buonasera, chiamo per l’Eurisco, posso farle una piccola intervista sull’utilizzo dei mezzi di trasporto?

Iaia: (miiiii che stress tutte le volte) mmmhhh …. Dura molto?

Signorina: una decina di minuti ….

Iaia: (non saprei che cosa dire, visto che non uso mezzi di trasporto) ok va bene

Signorina: ok cominciamo

Iaia: (dumaròn) bene

Signorina: mi dica solo il suo anno di nascita

Iaia: (bah ..) 19XX

Signorina: bene, con quale mezzo di trasporto si reca abitualmente al lavoro?

Iaia: (diamo per scontato che lavoro?) con la macchina

Signorina: è la sua?

Iaia: (e che me la faccio prestare?) si, certo

Signorina: cilindrata?

Iaia: (ma che te frega?) 1900 JTD

Signorina: impiega più o meno di 5 minuti per recarsi al lavoro?

Iaia: (dipende dagli invorniti che mi capitano davanti) dipende, generalmente meno

Signorina: “generalmente” non è possibile … più o meno?

Iaia: (generalmente = densità di dormienti) mmmhhh … diciamo più

Signorina: bene, quante volte al giorno fa questo tragitto?

Iaia: (uffaaaa) due

Signorina: e dura più o meno di 5 minuti?

Iaia: (ancora?) meno

Signorina: c’è una incongruenza, prima mi ha detto più

Iaia: (allora ci fai …) si, perché il concetto era che la mattina ci metto di più!

Signorina: ah ecco …

Iaia: (se non capisci …) …

Signorina: e ha problemi di parcheggio?

Iaia: (si perché quello stronzo di Oronzo mette sempre il suo stramaledetto SUV a c***o di cane, quindi devo parcheggiare in fondo al piazzale, visto che c’è anche Barbigherl che non è in grado di guidare una fottutissima Yaris e occupa con una macchina di 3 metri lo spazio che prenderebbe un container 40 piedi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!) no

Signorina: ok, quanto ritiene valido il servizio di trasporto pubblico, poco, abbastanza, molto, moltissimo?

Iaia: (non li uso i mezzi pubblici) non saprei, non uso mezzi pubblici, non sarei attendibile

Signorina: eh ma mi deve dire una di queste opzioni

Iaia: (uno che non usa i mezzi pubblici si ammazza?) bo, abbastanza

Signorina: quante volte negli ultimi 3 mesi ha preso un mezzo pubblico?

Iaia: (ho detto che non li usooooooooooo) nessuna

Signorina: preferisce l’uso del tram, autobus, metropolitana …??

Iaia: (aridajje) non li uso!

Signorina: me ne deve dire uno!

Iaia: (ma che c***o di sondaggio è se le risposte se le danno da soli?) metropolitana (che dove abito io non esiste)

Dopo altre mille domande con evidente risposta pilotata, la telefonata si conclude così:

Signorina: mi dica la fascia di appartenenza del suo reddito netto mensile (elenco delle opzioni)

Iaia: (e che cavolo c’entra questo???) la prima che ha detto

Signorina: ok, adesso mi dica tra queste opzioni quella a cui appartiene la spesa mensile che lei sostiene per se stessa (elenco)

Iaia: (ossignùr, è meglio che non lo vado a dire in giro quello che spendo per me, sennò mi ritrovo la guardia di finanza alle calcagna, visto che le uscite superano abbondantemente le entrate …) la prima che ha detto

Signorina: ok, abbiamo finito, la ringrazio per la disponibilità

Iaia: (finalmente) prego, buonasera.

Alla luce di ciò posso affermare che se tutti i sondaggi sono così, nessuno si fidi mai di quello che dicono nei telegiornali!

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martedì, 10 novembre 2009

Prendo spunto dal capitombolo che pare abbia fatto recentemente Vasco Rossi durante un concerto per dire che quando le persone cadono - me compresa - mi si scatena una reazione di riso isterico che non riesco proprio a controllare, è più forte di me. Ce ne sono stati parecchi di episodi di cadute grottesche, molti dei quali finiti nel dimenticatoio, ma alcuni non riesco proprio a rimuoverli, vuoi per la situazione, vuoi per l’umore, vuoi per chissà che, ma questi tre rientrano di diritto nella classifica dei più vergognosi:

1) tanto tempo fa io e Teta andammo a fare un giro in un negozio di abbigliamento che c'è qui in zona; d'un tratto, mentre guardavamo la vetrina, sentimmo del rumore dietro le spalle, ci girammo e c'era una signora, abbastanza robusta che si era imbalzata nella rastrelliera per le bici, ed era con la schiena a terra che muoveva gli arti come una cimice ... non potendo riderle in faccia (porella ... era in seria difficoltà), stavo implodendo dentro, e con un filino di voce, visto che anche Teta era pietrificata, riuscii a dire "signora, ha bisogno di una mano?". Per fortuna mi disse di no, perchè non avrei saputo come aiutarla ad alzarsi, visto che pesava almeno il doppio di me .... e la chicca era che aveva una t-shirt con scritto sopra “FRAGILE”.
2) un giorno, ai tempi del fidanzamento, io e Frodo passeggiavamo per piazza Duomo a AQ (porella pure lei), era il periodo di Natale, tutte le lucine e gli addobbi, tutte le bancarelle ... gente ovunque, neve e ghiaccio. E Frodo che fa? Scivola sul suddetto ghiaccio e si aggrappa a me, trascinandomi come il vero sacco di patate; precipitiamo entrambi a sedere in terra. E' stato lì che ho deciso di emigrare ... per non farmi più vedere dai miei concittadini dopo questa caduta infame in pieno centro nel bel mezzo del mercato natalizio.
3) anno 2000, ultimo giorno di lavoro prima delle feste di Natale, ero pronta per il mio primo pranzo aziendale, ovviamente col vestito della festa. Siccome Ciripà era già li che scalpitava col buco allo stomaco, dovevo assolutamente concludere una cosa prima della chiusura, ero arrivata da poco e non potevo lasciare i lavori a metà, un minimo di senso del dovere ce l'avevo ancora .. Ecco qui che mi metto di corsa nel vero senso della parola, e la para del mio stivale si punta sul pavimento .... mi sono ritrovata in un nanosecondo stesa in terra in modalità "pelle di orso davanti al camino in baita di montagna". Per fortuna era presente solo Forrest, che mi guardava impanicata. Io mi rialzai con le lacrime agli occhi dal tanto che ridevo, ma lei non riusciva a capire se le mie lacrime erano di riso o di pianto ... "ma ... ma ... ti sei fatta male? ... " furono le sue uniche parole. Io sempre più presa dall'adrenalina da tuffo ridevo ridevo ridevo senza prendere fiato .... che botto!!!! Dopo 9 anni ci rido ancora ....

Ci sarebbero anche quelle due volte che cadde mio padre, ma ve le risparmio. 

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categoria:cronaca, figuracce
venerdì, 06 novembre 2009

Arieccomi qui a parlare di gente strana. Ho più volte detto di aver beccato su FB dei personaggi piuttosto bizzarri (qui), e (qui) e questo è un altro che rientra di diritto nell’elenco.

Continuano ad arrivarmi richieste di amicizia da sconosciuti, che io quasi mai accetto, perché non mi va che gente che non conosco si faccia i cavoli miei, e anche questo lo avevo già detto. Questo personaggio è stato più sottile. Mi arriva una e-mail, con scritto: “un pregio e un difetto? Piacere Sempronio”. Siccome sono educata rispondo, ma prima di farlo vado a guardare nella sua lista amici, tanto per capire come abbia fatto ad arrivare a me. Guardo, ma non c’è nulla che riesca ad illuminarmi, nessun amico in comune, o quantomeno, persona a me nota. Ok rispondo e per un paio di giorni ci scambiamo mail lunghe non più di 2 righe; mi dice che abita in una città diversa dalla mia. Poi, il fellone, credendo di essere entrato in confidenza, mi manda la richiesta di amicizia, che io lascio lì in sospeso. E qui arriva il bello. Tra le varie baggianate dette, mi dice di essere felicemente single, e io rispondo ovviamente di essere felicemente sposata. Non ho mai più ricevuto alcuna risposta. La richiesta di amicizia è ancora lì … toccherà di ignorarla …

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categoria:pensieri sparsi, amicizia, costume
martedì, 03 novembre 2009

Siamo in ufficio, oggi Borat va via 1 ora prima e il tempo sembra non passare mai, attendiamo tutte le 16.30 per poterci scatenare in 60 minuti di cabaret. Nel frattempo, succede questo:

Teta: un giorno in piùùùùùù che se ne vaaaaaaaaaaaaaa ….

Iaia: un orologio fermo da un’eternitàààààààààààààààààààà

Forrest: per tutti quelli così come noi ….

Teta: oddio Forrest, la conosci?

Iaia: non ci posso credere, ora ti mando a X-Factor

Teta: no no, meglio Sarabanda

Forrest: vado alla Corrida, che è meglio

Iaia + Teta: si, forse si ….

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categoria:ufficio